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I borghi di Erto e Casso

Forgiati da storia, tradizione e pietra

Cosa c'è da sapere

I paesi di Erto e Casso sono tristemente conosciuti per uno dei disastri più grandi del 1900. Nell’ottobre del ’63, una colonna d’acqua di 50 milioni di metri cubi, a causa di una frana, scavalcò la diga del Vajont e dilavò parzialmente i due paesi di Erto e Casso, per poi incanalarsi nella valle del Piave e finire la sua corsa distruggendo il paese di Longarone. La storia di questo luogo e dei suoi abitanti, però, è una storia di resilienza, che portò alla ricostruzione dei due borghi, che oggi testimoniano la forza dell’unione tra le persone. A dimostrazione, le abitazioni in pietra che sono state ricostruite sulle fondamenta delle precedenti e sorgono addossate l’una all’altra, come in un abbraccio.

Perché visitarli

01.

Storia del Vajont

Nel disastro del Vajont rimasero uccise 2000 persone, tra cui 347 abitanti di Erto e Casso. Questi 2 paesi, però, hanno fatto fronte alle avversità e il comune è stato insignito della Medaglia d’oro al merito civile.

02.

Borghi autentici

I due borghi limitrofi, parzialmente risparmiati dalla tragedia del 1963, sono stati restaurati negli anni successivi agli eventi, mantenendo il fascino originale.

03.

Tra le rocce

Tra le strette strade ciottolate, le case in pietra sembrano ricalcare lo stesso paesaggio roccioso delle Dolomiti che circondano la valle. È su queste pareti impervie che si sono cimentati molti grandi scalatori.
DIFFERENZE A COLPO D'OCCHIO

I DUE BORGHI

CASSO

La piccola frazione abbarbicata sopra lo strapiombo conserva i segni della grande tragedia che la colpì. L’esperienza è molto suggestiva perché il paese è stato restaurato solo in piccola parte e si possono ancora osservare le case diroccate o le fondamenta scoperte.

ERTO

Erto si trova sulla strada principale, ha più servizi, tra cui ristoranti e B&B, ed è stato ricostruito quasi completamente. Il paese è molto conosciuto anche perché vi si trova il laboratorio di Mauro Corona.

CASSO

ERTO

Il centro storico di Casso

Il borgo di Casso, a causa dell’immane tragedia e dello spopolamento delle montagne, oggi conta solo una decina di abitanti. Durante l’estate, però, il paese rivive grazie all’allestimento in stalle e fienili di un percorso in cui artisti e artigiani espongono quadri e sculture posizionandoli tra gli antichi attrezzi da lavoro e le mangiatoie del bestiame. In alternativa, a Casso c’è la possibilità di passeggiare per le vie accompagnati da un’audioguida che narra storia, cultura e tradizioni del borgo. Sconcertante è la vista della scuola, sulle cui pareti sono stati volutamente lasciati i segni del fango e delle pietre.

Il centro storico di Erto

Il paese di Erto è diviso in due dalla strada principale, a valle si trova il centro storico, a monte l’abitato. Erto è stato completamente ricostruito dopo il disastro del Vajont, conta diversi servizi ed è più turistico. Inoltre, ospita il laboratorio di Mauro Corona, che attira molti visitatori. Il borgo è molto bello,  le tipiche case a torre che caratterizzano la zona sono addossate le une alle altre e le stradine si sviluppano su gradoni e sono acciottolate. Una tappa importante è anche il Centro Visite del Parco Naturale delle Dolomiti Friulane, in cui si trova il Museo del Vajont.
BORGO DI ERTO

La bottega di Mauro Corona

Nella parte nuova di Erto, si trova il laboratorio di Mauro Corona, riconoscibile dalla grande quantità di legna, attrezzi e sculture accatastate all’esterno. È molto difficile che l’artista permetta a qualcuno di entrare nel suo studio, ma, attraverso la porta, si può comunque osservare l’interno stipato di libri, fotografie e delle sue opere intense e poliedriche.

Percorsi e passeggiate

Nel comune e in tutta l’area circostante ci sono moltissimi sentieri per ogni grado di difficoltà, così come vie d’arrampicata e palestre di roccia. Qui se ne nominano solo alcuni per la loro particolarità.

SENTIERO DEL CARBONE

Il Trui dal Sciarbòn, Sentiero del Carbone, che congiunge Erto e Casso, è un percorso montano che offre splendidi panorami sulle Dolomiti. Dal sentiero si possono vedere anche il lago del Vajont e la frana.

IL GIRO DEL LAGO E LA PISTA CICLABILE

Uno dei modi migliori per osservare la frana del Vajont è compiere il Giro del Lago, percorribile in auto, a piedi o in mountain bike. L’anello di 14 km passa sul ponte ricostruito dopo il disastro e permette di vedere il panorama sulla forra del torrente Vajont, di scorgere in lontananza i borghi di Casso ed Erto e di contemplare il paesaggio selvaggio delle montagne dolomitiche. Lungo il percorso passa anche una pista ciclabile e una volta all’anno vi si tiene una gara podistica chiamata “I percorsi della memoria”.

Fonte: ertoecasso.it

Come arrivare, dove parcheggiare

CASSO

Dalla diga del Vajont in direzione Erto si dirama una stradina asfaltata, ben segnalata, che sale al paese attraverso una serie di tornanti. L’automobile può essere lasciata all’inizio del borgo perché il centro è visitabile esclusivamente a piedi.

ERTO

Erto si raggiunge con facilità seguendo le indicazioni dalla diga del Vajont. La strada divide in due il paese, da una parte l’abitato, dall’altra il centro storico.

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